Sulle strade di un carisma

<p>Vent'anni di cammino</p>

Testi curati dalla Fraternità Francescana di Betania. Prefazione di S.E. Mons. Luigi Martella.
Edizioni Insieme - Terlizzi -BA-

Prefazione di S.E. Mons. Luigi Martella
Sono ben lieto di presentare questo volume, realizzato nel ventennale della nascita della Fraternità Francescana di Betania. Scorgendovi una manifestazione dello Spirito il mio indimenticabile predecessore mons. Antonio Bello ne dava pieno riconoscimento oltre a incoraggiarne lo sviluppo. E successivamente, con decreto di mons. Donato Negro dell'8 dicembre 1998, solennità dell'Immacolata Concezione, la Fraternità veniva riconosciuta come Istituto di vita consacrata di diritto diocesano, con l'autorizzazione della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
Venti anni di cammino, di preghiera, di progetti, di sogni, e sicuramente anche di trepidazioni e travagli: tipiche esperienze che accompagnano ogni evento nel suo primo sorgere. Come non gioire e come non rimanere stupiti di fronte alla sorprendente e inesauribile creatività dello Spirito? È una scena emozionante quando si constata che un'imbarcazione, una volta varata nelle acque profonde del mare, prende il largo sospinta dalle vele gonfiate dal vento. È un modo per descrivere quanto è avvenuto alla Fraternità Francescana di Betania.
"Tutto comincia nel silenzio della Santa Casa di Loreto" racconta padre Pancrazio. Così come è nelle cose di Dio: tutto comincia dal nulla o dal poco per assumere poi dimensioni di imprevedibile e straordinaria grandezza. Il silenzio della Santa Casa, riconduce, quasi spontaneamente, ad altri silenzi del Vangelo. Tra di essi, quello di un'altra casa, quella di Betania, dove vivevano Marta, Maria e Lazzaro, luogo accogliente e di frequente ristoro dello stesso Gesù con gli Apostoli. Da qui l'ispirazione che fa nascere l'idea di una realtà nuova, la convinzione di una carisma inedito e quindi di una missione speciale affidata a persone incondizionatamente votate alla causa del Regno.
La provvidenza ha voluto privilegiare questa nostra Chiesa locale, ad ospitare il primo nucleo storico di questi pionieri dello Spirito, nel convento dei Frati cappuccini in Terlizzi. Da qui, come da un centro di irradiazione, si diparte l'onda fresca a frizzante dello Spirito verso luoghi di un territorio sempre più vasto. D'altra parte, le attese di un mondo assetato di Dio e del Suo amore traspaiono in tanti segni, spesse volte nascosti dietro ingannevoli visualizzazioni di pienezza e oltre le ostentazioni di appagamento. La consapevolezza di tutto ciò rende particolarmente urgente la presenza di vite umane di speciale consacrazione, portatrici di una linfa ricostruttiva di vita interiore.
L'augurio, pertanto, è che l'esperienza della Fraternità Francescana di Betania possa rappresentare una stagione nuova, carica di dinamicità evangelica e possa prendere sempre più il largo verso gli illimitati orizzonti del terzo millennio dell'era cristiana.

Molfetta, 25 luglio 2003
+ Luigi Martella
Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi


Introduzione di fra Stefano Vita ffb
Percorrere le strade di un carisma significa seguire le orme misteriose e affascinanti dell'amore di Dio, trino ed unico, che si è reso visibile e tangibile nella persona di Gesù di Nazaret.
Incamminarsi sui sentieri di un carisma significa scoprire ogni giorno, sempre più profondamente, il volto di Dio, il volto del suo essere “ Amore senza misura ”.
Questa pubblicazione, dal titolo “ Sulle strade di un Carisma ”, vuole essere una “fotografia” delle strade percorse dall'Istituto di vita consacrata “Fraternità Francescana di Betania”, nei suoi primi vent'anni di storia. Essa raccoglie gli interventi tenuti nel 2002 in occasione dell'iniziativa della Fraternità “ Vieni anche tu! C'è festa a Betania ” (per i suoi venti anni di storia), delle professioni perpetue del 4. 10. 2002 svoltesi a Loreto e della visita presso la Casa Madre della Fraternità di S.E. mons. (aggiungere iniziale del nome) Croci, Segretario della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede. E' presente, inoltre, l'intervento tenuto da Padre Pancrazio Nicola Gaudioso, fondatore della Fraternità, in occasione dell'iniziativa “ Porte aperte ” organizzata dalla Facoltà Teologica di Lugano.
Meditando su questo cammino ventennale, una pagina di s. Agostino mi è parsa particolarmente significativa. Il Vescovo di Ippona ci presenta un paradosso con il quale addita il cuore di tutta la Sacra Scrittura.
Così scrive: “ Se per una malaugurata serie di circostanze, si dovessero perdere tutte le copie esistenti della Bibbia e ne restasse una sola; se dell'unica copia esistente della Bibbia si sbiadissero tutte le pagine e ne restasse soltanto una; se dell'unica pagina leggibile improvvisamente diventassero indecifrabili tutte le parole eccettuate queste: ‘Dio è amore' (1 Gv. 4, 16), la Bibbia sarebbe salva ”.
Credo che la meravigliosa notizia che Dio è amore e ama l'uomo di un amore infinito, personale, continuo e gratuito sia il “segreto” della breve storia della “Fraternità Francescana di Betania”.

Gli interventi qui raccolti si rivelano come icone attraverso le quali possiamo affacciarci sul mistero dell'infinito amore di Dio per essere da esso illuminati, guidati e trasfigurati. Essi ci rivelano altresì la metodologia di Dio nell' “ afferrare ” l'uomo e condurlo sulle strade di un carisma e, quindi, della santità: l'incontro.
In merito, particolarmente significative sono le parole di un fondatore, don Luigi Giussani: “ Dio si è fatto uomo. L'imprevedibile è diventato un avvenimento reale: Dio si è fatto compagno agli uomini, così che la vita possa non essere vana. Nell'incontro con questo fatto storico la ragione, la volontà e l'affettività umane sono provocate a realizzarsi, a compiersi secondo tutta l'ampiezza del loro desiderio di giustizia, di bontà e di felicità ”.
Ma cos'è l'incontro di cui parliamo? L'evento dell'annunciazione è la risposta. Questo evento è un'icona che Dio ha dipinto usando il docilissimo pennello di Maria. Ogni parola, ogni respiro, ogni gesto, ogni stato d'animo sono state delle pennellate dell'amore di Dio che ha creato il più decisivo e meraviglioso incontro che l'uomo abbia mai vissuto e mai vivrà. La Parola di Dio come dolcissima cascata di amore, attraverso le onde della gioia, della libertà e della pace, tocca il cuore di una donna, la avvolge, la penetra e chiama il suo intelletto, la sua volontà e la sua affettività ad una avventura che si fa cammino insieme: cammino verso le rive dell'oceano d'Amore, che è la SS. Trinità. Ecco allora l'incontro: un'icona-evento dipinta da Dio, che apre l'uomo sugli orizzonti dell'infinito amore trinitario; amore che unisce il cielo e la terra in una relazione d'amicizia, nella quale l'uomo trova la verità su se stesso e su Dio.

All'origine della storia della Fraternità Francescana di Betania c'è un evento che ha fatto irruzione nella vita di Padre Pancrazio Nicola Gaudioso, conducendolo su strade da lui non pianificate, mettendolo in movimento sui sentieri imprevedibili dello Spirito Santo. La sua esperienza di fondazione evoca l'incontro tra Gesù e i primi discepoli. Un'esperienza che si condensa nello sguardo del Signore verso ognuno, “ Fissatolo lo amò ” (Mc. 10, 21a) e, quindi, nel suo invito: “ Vieni e seguimi ” (Mc. 10, 21 b).
Di conseguenza, anche il breve cammino della Fraternità si è snodato mediante una serie di incontri che l'hanno fatta e la fanno maturare e crescere nella rinnovata consapevolezza del senso della sua vocazione.
Quali sono stati questi incontri? Il primo fondamentale incontro è stato quello con la Santa Casa di Loreto. “ Tutto comincia nel silenzio della Santa Casa di Loreto ” scrive Padre Pancrazio. Nel silenzio della Santa Casa egli fa esperienza della vita nascosta di Gesù, con l'operosa e contemplativa azione della vergine di Nazaret e di quell'esempio inestimabile di fede, umiltà e santità che è San Giuseppe. E' proprio all'ombra di questa piccola Santa Casa che comincia a nascere in lui, come un germoglio ancora informe, il desiderio profondo di una novità di vita, “ un richiamo ” - così egli lo definisce - ad una forma di vita consacrata che sapesse aprirsi alle mutate esigenze relazionali di una cristianità posta di fronte a radicali mutamenti sociali. Egli sentì il bisogno di trovare una nuova forma di vita consacrata che sapesse essere centro nel quale l'esperienza del Cristo risorto non restasse una prerogativa dell'Istituto stesso, ma potesse irradiarsi attraverso tutte le componenti ecclesiali.
Il nuovo corso della Chiesa instaurato dal Concilio Vaticano II sarà il terreno fertile nel quale quel suo desiderio profondo crescerà e diverrà un germoglio di speranza per la Chiesa. Padre Pancrazio, infatti, viene sospinto dallo Spirito Santo ad essere uno dei protagonisti della grande fioritura di movimenti e nuove comunità che è sbocciata dal vasto e profondo rinnovamento promosso dall'ultimo Concilio. Egli, negli anni '70, assistendo ad una recezione errata della dottrina conciliare, che stava causando un forte calo di preghiera in tutta la Chiesa e specialmente all'ombra dei chiostri, con alcuni suoi figli spirituali, sentì sempre più intensa l'esigenza di una vita comune, di una condivisione costante, in altre parole di un “cenacolo permanente” nel quale rivivere lo spirito delle primitive comunità cristiane dove i loro membri erano “ un cuor solo ed un'anima sola ” (Atti 4, 32).

Nacque così nella Solennità di Pentecoste del 1982 l'esperienza di vita fraterna “Casa Betania”.
Un altro fondamentale incontro Padre Pancrazio lo ha vissuto salendo l'aspra china del Gargano dove incontrò quel mistero di epifania del Cristo crocifisso che fu Padre Pio. Nel 1959, fra Pancrazio, dopo una confessione, chiese a Padre Pio: “ Padre, lei che vede nel mio futuro, mi dia un programma di vita ”; dopo alcuni giorni, precisamente il 20 ottobre, il frate stigmatizzato gli fece recapitare, tramite il suo confessore, un'immaginetta raffigurante la natività che portava a tergo questo scritto: “ Non sii talmente dedito all'attività di Marta da dimenticare il silenzio di Maria. La Vergine Madre che sì ben concilia l'uno e l'altro ufficio ti sia di dolce modello e di ispirazione ”. Questo pensiero è stato veramente profezia, prima per la vita personale di Padre Pancrazio e poi per la definizione del carisma della Fraternità come ha riccamente illustrato S.E. Rev.ma mons. Croci nelle due omelie qui raccolte.
Dall'incontro con il Beato Padre Pio è scaturita, quindi, una nuova chiamata per la Fraternità: Betania. Le strade del Carisma hanno condotto la Fraternità a raggiungere quel villaggio sito sul fianco del monte degli Ulivi dove si assaporano il profumo struggente dell'unguento versato sui piedi di Gesù, vale a dire il profumo dell'accoglienza traboccante d'amore, e i profumi di grazia dell'amicizia che Gesù ha vissuto con Marta, Maria e Lazzaro. Attraverso la Betania evangelica si è delineato il carisma dell'Istituto nella duplice dimensione di preghiera e accoglienza, come ha evidenziato magistralmente mons. Guido Mazzotta nella sua ricca e articolata relazione. Betania si rivela come uno scrigno colmo di perle preziose, che ne fanno un riflesso del mistero di Dio. Mons. A. Comastri nella sua suggestiva e toccante omelia definisce Betania “ un mistero ”, perché Betania è “ una casa piena di Dio, una casa che accoglie Dio ”.
Questo mistero , costituendo il carisma della Fraternità, ne permea anche lo stile. “ Betania – prosegue, infatti, mons. A. Comastri – sono le persone, Betania non è l'edificio, Betania sono i cuori, Betania è uno stile… ”.
Questo “stile ” ci insegna che lo Spirito Santo suscita nella vita consacrata un continuo movimento, capace di “ inventare ” forme diverse, più direttamente rispondenti ai bisogni e alle aspirazioni del tempo. A tale proposito illuminante è stata la relazione di fra Antonio Neri che ha presentato la novità della Fraternità Francescana di Betania sotto il profilo canonistico, evidenziando, che anche il diritto canonico è chiamato ad essere espressione del “ discorso di Dio su se stesso e sull'uomo ” divenendo coronamento degli autentici impulsi dello Spirito Santo che “ fa nuove tutte le cose ”.
Vi è stato un altro decisivo incontro che ha caratterizzato la spiritualità della Fraternità: quello con il saio francescano. Il poverello di Assisi, vero discepolo di Cristo e sublime modello di vita cristiana, attraverso il suo patrimonio spirituale costituisce un'altra pietra fondamentale dell'Istituto di vita consacrata fondato da Padre Pancrazio.
Guidata dal serafico Padre S. Francesco la Fraternità Francescana di Betania scopre come, attraverso il proprio Carisma, continuamente incontra il volto di Gesù di Nazaret. Quel volto che ci fa affacciare sul mistero della paternità di Dio, come ha suggestivamente evidenziato il prof. Libero Gerosa, nella sua relazione “ Carisma e Paternità ”: “ Ed è proprio grazie a Gesù Cristo, morto e risorto per noi, - scrive L. Gerosa - che ogni uomo e ogni donna può ritornare al Padre ed in questo abbraccio paterno ritrovare la propria dignità di figli. “ Chi ha visto me ha visto il Padre ” (Gv 14,9), dice Gesù a Filippo, che cerca la via verso la pienezza della vita ”.
Il prof. L. Gerosa ha poi evidenziato come la paternità di Dio si rifletta in modo speciale nella figura del fondatore, il quale – scrive il teologo svizzero - “ in forza del carisma ricevuto esercita in modo straordinario una relazione di paternità o maternità nella fede ” ed “ è più che legittimato a riprendere le parole di san Paolo “vi ho generato in Cristo Gesù” (1 Cor 4,15) ”.
Attraverso gli incontri sopra indicati, presentati e svelati nella loro ricchezza teologica nei contributi presenti in questa pubblicazione, abbiamo avuto l'opportunità di affacciarci su lle profondità del Carisma della Fraternità. Lì possiamo scorgere il mistero del volto povero e umile di Gesù che continua a fissare i nostri occhi con infinito amore e ad invitarci a seguirlo.
Desidero concludere queste pagine introduttive riportando un pensiero di Padre Pancrazio che credo debba essere da guida per il proseguimento del cammino della Fraternità sulle strade del Carisma.
Si tratta di un pensiero, che ci conduce sulle orme dell'umiltà e povertà di Gesù:
Gesù non ha mai cavalcato un cavallo, ma se qualche volta ha avuto bisogno di una cavalcatura, si è sempre servito di un asino…se vuoi essere cavalcato da Gesù, fatti asino…e stai tranquillo ”.

 

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